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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2017

C’è un complotto mondiale? Sì, è un troll!

Ormai dall’11 settembre, ogni qualvolta il mondo è scosso da un avvenimento sconvolgente tanto quanto mediatico, si alzano sempre più rapide e prive di fondamento le voci del complottismo. Non è sbagliato l’atteggiamento di cautela e oculata selezione delle informazioni e delle versioni “ufficiali” di tali avvenimenti, naturalmente, ma la frammentazione in ipotesi sempre più balzane delle possibili versioni dei fatti, non può che fare comodo a un potere che (non sempre) ha la necessità di nascondere verità scomode, come lo sfruttamento dell’uomo, delle risorse umane e certi contatti diplomatici internazionali. Perché se è chiaro che tutto è stato nascosto molto bene nei casi di Ustica, piazza Fontana o Ilaria Alpi, non possiamo pretendere che dietro a ogni avvenimento ci sia una cospirazione. Questa si chiama paranoia.

Non intendo qui parlare male del complottismo tout-court, anzi vorrei difendere chi analizza in modio serio e circostanziano, non parziale, le informazioni…

Filippine, spunta 'mostro' marino: la carcassa è un mistero scientifico

Una creatura misteriosa, forse una balena o un dugongo in decomposizione, è apparsa nel mare delle Filippine. Il mammifero, lungo più di sei metri, è stato ritrovato a Cadainao, nell'isola di Dinagat. Le immagini sono diventate immediatamente virali nell'arcipelago asiatico perché una leggenda locale lega la comparsa di animali marini misteriosi a un imminente terremoto. 

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Paesi fantasma e villaggi abbandonati parte VII: Reneuzzi

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Dossier Villaggi fantasma Parte VII.

Questa volta parliamo di un paese nella parte più remota della Val Borbera, in provincia di Alessandria, ma non lontano dal confine ligure e da luoghi di cui abbiamo già parlato per altri motivi (come la Val Boreca). Si tratta di uno dei molti paesi abbandonati dell’Appennino, ma le sue particolarità lo differenziano dalla maggioranza degli altri paesi, sia perché si tratta di un paese con tanto di chiesa e cimitero (e quindi non una semplice frazione), ma soprattutto perché il suo nome è legato a un tragico fatto di cronaca sanguinario e alle apparizioni di un fantasma.

Stiamo parlando di Reneuzzi. Renèuzi, Renèusi o Renéixi in dialetto, si tratta di uno dei tanti paesi svuotati a causa dell’immigrazione del Secondo dopoguerra degli abitanti verso le città (o l’America) a causa del boom economico italiano ela nuova spinta industriale. Il paese conta quattro famiglie dopo il 1945, nel 1954 sono rimasti 18 abitanti, nel 1960 se ne contano solo 4. Tra …

In Irlanda c'è un lago infestato dai fantasmi che appare e scompare quando vuole

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Noemi Penna
Un lago che scompare. Delle volte c'è, altre no. E non stiamo parlando di un piccolo specchio d'acqua africano che il caldo fa evaporare, bensì di Loughareema, altrimenti noto come The Vanishing Lake, il lago che scompare di Ballycastle, nella Contea di Antrim, in Irlanda del Nord.

Nel corso dell'anno, senza una stagionalità precisa, capita infatti di costeggiare l'intero lago senza che una minima traccia d'acqua sia presente. E la sua «scomparsa» avviene così rapidamente e senza lasciare alcuna traccia tanto che in certi periodi potrebbe sembrare impossibile che proprio in quell'ansa le cartine indichino la presenza di un lago bello grosso.

Questo fenomeno non poteva che alimentare miti e leggende. Loughareema rappresenta infatti una delle leggende irlandesi che vengono raccontate ai bambini. La tradizione popolare vuole che nelle notti in cui le acque del lago raggiungono il livello massimo i fantasmi delle persone affogate infestino le s…

Il delitto di Cogne

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30 gennaio 2002: Un delitto atroce. Un bambino di appena tre anni, Samuele Lorenzi, viene assassinato con 17 colpi di un misterioso oggetto contundente, sferratogli sulla testa, mentre per pochissimi minuti, otto al massimo, è rimasto da solo nella villetta di Montroz, frazione di Cogne, in Val d’Aosta. E’ lì che Samuele viveva assieme ai genitori - Stefano Lorenzi, perito elettrotecnico e Annamaria Franzoni, entrambi provenienti da famiglie abbienti, originarie del bolognese - ed il fratellino maggiore Davide. A rinvenire il corpo ormai agonizzante del piccolo con il cranio sfondato è stata la mamma. Rapido quanto inutile l’intervento dei soccorsi: Davide è già cerebralmente morto. Finirà di vivere, anche clinicamente, poco dopo, all’ospedale di Aosta. Chi ha ucciso Samuele?

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Cronache italiane - Il delitto dei coniugi Maso

È il protagonista di uno dei più clamorosi casi di omicidio a sfondo familiare della cronaca italiana. Aiutato da tre amici, il 17 aprile 1991 nella sua casa di Montecchia di Crosara uccise entrambi i suoi genitori, Antonio Maso e Mariarosa Tessari. La motivazione era intascare subito la sua parte di eredità. Arrestato il 19 aprile 1991, è stato condannato definitivamente a trent'anni di carcere, con il riconoscimento della seminfermità mentale al momento del fatto. Dopo averne trascorsi ventidue, è stato rimesso in libertà, per poi essere ricoverato in clinica psichiatrica dal marzo 2016. Ai suoi complici, Giorgio Carbognin e Paolo Cavazza, è stata inflitta una pena di ventisei anni, mentre al minorenne Damiano Burato tredici.

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Il mistero dei Cerchi delle fate della Namibia potrebbe finalmente avere una spiegazione

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Noemi Penna Il mistero dei Cerchi delle fate della Namibia finalmente potrebbe avere un perché. Per anni queste formazioni di sabbia perfettamente circolari sparse in tutta la regione hanno alimentato leggende e teorie più disparate. Le popolazioni del sud dell'Angola ritengono siano le orme lasciati degli déi in visita sulla Terra. C'è chi li ha paragonati ai crop circle, i cerchi nel grano. E pure chi ha puntato il dito contro degli affamati roditori con la precisione di Giotto.

E invece a creare questi bizzarri anelli che vanno dai due ai 12 metri di diametro contornati da un'alta frangia di erba pare siano le stesse piante che li circondano, non certo gli alieni. Una vegetazione molto «assetata» che cresce mettendo in competizione radice contro radice: un «braccio di ferro» che crea questa serie di enormi cicatrici nel deserto del Namib, anche con lo zampino delle termiti.

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Giordania, scoperti 2000 disegni visibili solo dal satellite

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Se le linee di Nazca, nel Sud del Perù, risalgono al periodo che va dal 300 a.C. e il 500 d.C., la scoperta che è stata fatta in Giordania è ancora più antica.

Dal satellite sono state scattate delle fotografie che mostrano alcuni giganteschi geroglifici. Talmente grandi che, da terra, l’occhio umano non è in grado di percepirli, ma che sono ben visibili dall’alto, a distanza di chilometri.

Scoperti durante la Prima Guerra Mondiale, solo secondo recenti studi risultano essere più antichi delle linee di Nazca.

Con l’impiego della cosiddetta luminescenza otticamente stimolata (OSL – Optically stimulated luminescence), gli archeologi hanno scoperto che una di queste ruote risale a 8500 anni fa, mentre un’altra, se pur risalente alla stessa epoca, risulta essere stata “ristrutturata” circa 5500 anni fa.
Di diverse forme e dimensioni, questi ‘segni’ si estendono dalla Siria allo Yemen e rappresentano un vero rompicapo per scienziati e archeologi.

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DELITTI - il massacro di Novi Ligure

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Blu Notte - La Villa dei Misteri - Vincenzo Mosa

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Il delitto di Arce

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L'omicidio di Serena Mollicone


Una ragazza viene trovata morta, legata mani e piedi, in un bosco. Un carrozziere trascorre 17 mesi in carcere per essere poi assolto. Un carabiniere si suicida dopo aver rilasciato clamorose dichiarazioni agli inquirenti. E’ la vicenda meglio conosciuta come il delitto di Arce, un piccolo paesino della Ciociaria vicino Sora. Ne abbiamo parlato a Diritto di Cronaca. 
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Il delitto di Via Poma

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29 coltellate per Simonetta Cesaroni

Simonetta Cesaroni, una bella ragazza di 21 anni, figlia di un dipendente dell’azienda tranviaria comunale, viene trovata senza vita attorno alle 22 e 30 di martedì 7 agosto 1990 a Roma, in via Poma 2, quartiere Prati, dove lavorava come segretaria dell'AIAG, l’Associazione Italiana Alberghi della Gioventù. A scoprire la tragedia sono la sorella Claudia, il di lei fidanzato, il suo datore di lavoro e la moglie di Pietrino Vanacore, il portiere dello stabile. Il corpo della ragazza giace in una stanza, supino, le gambe divaricate, senza mutandine, il reggiseno sollevato, trafitto con 29 colpi d'arma bianca al volto, alla gola, al tronco ed al basso ventre. L’arma utilizzata per il delitto - mai ritrovata - è, probabilmente, un tagliacarte. La tempia destra presenta un'ecchimosi, come se fosse stata colpita da un violentissimo schiaffo a mano aperta. Sul seno ha un morso. Il corpo di Simonetta è seminudo, ma …

L'omicidio di Nada Cella, un delitto senza perchè

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E’ il 6 maggio 1996. Sono da poco passate le 9.00. Nada Cella, impiegata 24enne,  viene trovata barbaramente assassinata nell’ufficio del suo datore di lavoro, il commercialista Marco Soracco, a Chiavari (GE).

La ragazza aveva appena aperto l’ufficio e acceso il computer. Presumibilmente, il suo assassino ha suonato alla porta e Nada, tranquilla, lo ha fatto entrare: la ragazza viene trovata con la testa fracassata da un oggetto contundente che - come spesso accade nei delitti di difficile soluzione - non sarà  mai trovato.

E’ lo stesso Soracco a trovare la ragazza in fin di vita. La corsa al reparto rianimazione dell’ospedale S. Martino è inutile: Nada muore sei ore più tardi.

Sono i medici che soccorrono Nada a stabilire che la ragazza è stata vittima di una aggressione e non di un incidente, come inizialmente sembrava: scattano le indagini, ma nel frattempo - come purtroppo spesso ancora avviene - la scena del delitto è stata irrimediab…